Conferenza conclusiva di metà periodo

risorse idriche

L6WP2, 30 novembre 2021. I Contratti di Fiume come strumenti per attuare le nuove politiche di gestione delle acque.

L’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume ha organizzato il 25 novembre la Conferenza di metà periodo durante la quale ha presentato i risultati raggiunti nell’ambito del progetto CReIAMO PA e messo in luce le opportunità di finanziamento e la capacità di costruire approcci partecipati e integrati per una nuova governance delle acque.

Quali sono le opportunità e le sfide per i Contratti di Fiume italiani? E perché questi strumenti sono importanti per le nuove politiche di gestione delle acque? Questi sono alcuni degli interrogativi su cui ci si è confrontati in occasione della conferenza di metà periodo dal titolo La governance dei Contratti di Fiume per una gestione integrata e partecipata dei bacini  idrografici in Italia che l’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume (ONCdF) ha organizzato lo scorso 25 novembre.

L’evento si è aperto con i saluti introduttivi di Barbara Burzotta (Direzione Generale per la Sicurezza del Suolo e dell’Acqua del MiTE) che ha evidenziato come sia importante promuovere approcci che facilitino lo sviluppo di una nuova logica di collaborazione pubblico/pubblico e pubblico/privato per la tutela dell’ambiente e della risorsa idrica, attraverso strumenti di governance innovativi che consentano l’integrazione delle politiche dal basso. Teresa Federico (Responsabile di Linea della L6 WP2 del progetto CReIAMO PA) ha presentato le attività di formazione, comunicazione e elaborazione di documenti tecnici svolte dall’Osservatorio a partire dal 2018 e i risultati raggiunti fino ad ora dall’azione di monitoraggio e censimento che l’ONCdF sta realizzando sui Contratti di Fiume italiani, da cui sta emergendo un positivo trend in crescita della diffusione e attuazione di questi strumenti.

La sessione tematica, che ha visto gli interventi di Oriana Cuccu (Dipartimento per le politiche di coesione, Presidenza del Consiglio dei Ministri), Stafania Lattuille (Ascolto Attivo srl) e Francesco Puma (Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume) si è concentrata sulle opportunità offerte dalla programmazione europea e dal PNRR, su come promuovere una governance inclusiva e su come costruire approcci integrati e multiobiettivo per le nuove politiche di gestione delle acque. A seguire la tavola rotonda, moderata da Loredana Errico (Adnkronos) ed animata dal dibattito tra Rosario Previti (Direzione Generale per la Sicurezza del Suolo e dell’Acqua del MiTE), Maria Pagliaro (Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale), Giuliana Porrà (regione Marche) e Gianna Betta (Città metropolitana di Torino), ha permesso di confrontarsi sulle sfide attuali e future sempre in relazione ai temi legati alle opportunità di finanziamento e alla necessità e capacità di costruire azioni integrate e partecipate, evidenziando le differenze di approcci a livello locale e sovralocale, le urgenze territoriali e la necessità di favorire una sempre maggiore sinergia tra interventi e politiche su territorio nazionale.L’evento si articolerà in una sessione tematica, durante la quale ci si confronterà sulle opportunità della programmazione europea e del PNRR, su come promuovere una governance inclusiva e su come costruire approcci integrati e multiobiettivo.

I ricchi e articolati confronti, grazie anche agli spunti emersi dalle interazioni con il pubblico, hanno fatto chiarezza sulle opportunità, criticità e sfide legate all’utilizzo di strumenti partecipati per le nuove politiche di gestione della risorsa idrica e hanno sottolineato come i Contratti di Fiume siano in grado di intercettare più canali di finanziamento, in particolare quelli derivanti dai fondi strutturali e siano in grado di creare punti di raccordo tra istanze diverse e spesso conflittuali, svolgendo una funzione di messa a sistema di interessi e obiettivi in una logica integrata. In questo senso però è stato evidenziato che tra le sfide più importanti per il prossimo futuro i Contratti di Fiume sono chiamati a dare una sempre maggior concretezza e maturità programmatica nei loro Programmi di Azione con un approccio win-win, al fine anche di favorire processi di sensibilizzazione ed educazione ambientale dei diversi attori coinvolti nei processi, accelerando così il cambiamento culturale necessario per attuare le politiche delle acque del terzo millennio.

 


Maggiori informazioni  Agenda 25 novembre 2021

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